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i bastoncini da trekking


I Tuoi Migliori Alleati in Cammino.

Hai mai pensato ai bastoncini da trekking come a due gambe extra? Se usati correttamente, questi strumenti non sono semplici accessori, ma veri e propri "moltiplicatori di energia" che possono fare la differenza tra un cammino faticoso e un’esperienza rigenerante.

In questo articolo scopriremo perché non dovrebbero mai mancare nel tuo zaino e come utilizzarli al meglio su ogni terreno.

Perché usare i bastoncini? Benefici e Utilità

Molti camminatori alle prime armi li considerano superflui, ma la scienza del movimento dice il contrario. Ecco i vantaggi principali:

  • Riduzione del carico: Distribuiscono il peso dello zaino e del corpo anche sulle braccia, scaricando fino al 25% del peso dalle articolazioni di ginocchia e caviglie.

  • Equilibrio e Stabilità: Offrono due punti di appoggio extra, fondamentali su terreni sconnessi, fangosi o durante il guado di un ruscello.

  • Miglioramento della Respirazione: L'uso dei bastoncini apre la cassa toracica, favorendo una respirazione più regolare e profonda.

  • Ritmo costante: Aiutano a stabilire una cadenza di passo regolare, riducendo il senso di fatica nelle lunghe distanze.

Come usarli correttamente: Salita, Discesa e Pianura

La tecnica è tutto. Un errore comune è mantenere la stessa lunghezza per tutto il percorso; in realtà, i bastoncini vanno regolati in base alla pendenza.

1. In Pianura (Ritmo e Spinta)

Il braccio deve formare un angolo di 90° con il gomito.

  • Tecnica: Si muovono in modo alternato (braccio destro con gamba sinistra e viceversa). La punta va puntata all'altezza del piede opposto per darsi una leggera spinta in avanti.

2. In Salita (Accorcia e Spingi)

Quando la pendenza aumenta, i bastoncini vanno accorciati di 5-10 cm.

  • Tecnica: Lo scopo è "tirarsi su". Puntali vicini al corpo e spingi con forza verso il basso. Se il sentiero è molto ripido, puoi puntarli contemporaneamente per fare un passo più deciso.

3. In Discesa (Allunga e Sostieni)

Qui i bastoncini diventano salvavita per le ginocchia. Vanno allungati di 5-10 cm.

  • Tecnica: Puntali leggermente avanti rispetto al corpo per frenare la discesa e assorbire l'impatto che altrimenti graverebbe interamente sulle rotule. Consiglio extra: Togli le mani dai laccioli (dragonne) per poterli lasciare andare rapidamente in caso di caduta.

Guida all'acquisto: Quale tipologia scegliere?

Il mercato offre diverse soluzioni. Ecco una panoramica per orientarti:

Tipologia

Pro

Contro

Ideale per...

Telescopici (2-3 sezioni)

Regolabili con precisione e molto robusti.

Leggermente più pesanti.

Trekking classici e terreni variabili.

Pieghevoli (a "Z")

Estremamente compatti, entrano nello zaino.

Spesso non regolabili in altezza.

Trail running e cammini "light".

In Alluminio

Economici e resistenti agli urti (si piegano ma non si spezzano).

Più pesanti del carbonio.

Chi cerca durata e affidabilità.

In Carbonio

Leggerissimi e assorbono bene le vibrazioni.

Più fragili agli urti laterali e costosi.

Camminatori esperti e lunghe distanze.

Un dettaglio fondamentale: Scegli sempre modelli con il sistema di bloccaggio esterno (a clip), più facile da manovrare con i guanti o sotto la pioggia rispetto a quelli a vite.

Conclusione

Che tu stia attraversando un borgo storico o risalendo un sentiero appenninico, i bastoncini sono i compagni che non ti abbandonano mai. Ti permettono di arrivare a fine giornata meno stanco e pronto per la tappa successiva del tuo Cammino delle Città.

E tu, hai già trovato il tuo ritmo?

 
 
 

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