i bastoncini da trekking
- Fulvio Terracciano

- 29 dic 2025
- Tempo di lettura: 2 min

I Tuoi Migliori Alleati in Cammino.
Hai mai pensato ai bastoncini da trekking come a due gambe extra? Se usati correttamente, questi strumenti non sono semplici accessori, ma veri e propri "moltiplicatori di energia" che possono fare la differenza tra un cammino faticoso e un’esperienza rigenerante.
In questo articolo scopriremo perché non dovrebbero mai mancare nel tuo zaino e come utilizzarli al meglio su ogni terreno.
Perché usare i bastoncini? Benefici e Utilità
Molti camminatori alle prime armi li considerano superflui, ma la scienza del movimento dice il contrario. Ecco i vantaggi principali:
Riduzione del carico: Distribuiscono il peso dello zaino e del corpo anche sulle braccia, scaricando fino al 25% del peso dalle articolazioni di ginocchia e caviglie.
Equilibrio e Stabilità: Offrono due punti di appoggio extra, fondamentali su terreni sconnessi, fangosi o durante il guado di un ruscello.
Miglioramento della Respirazione: L'uso dei bastoncini apre la cassa toracica, favorendo una respirazione più regolare e profonda.
Ritmo costante: Aiutano a stabilire una cadenza di passo regolare, riducendo il senso di fatica nelle lunghe distanze.
Come usarli correttamente: Salita, Discesa e Pianura
La tecnica è tutto. Un errore comune è mantenere la stessa lunghezza per tutto il percorso; in realtà, i bastoncini vanno regolati in base alla pendenza.
1. In Pianura (Ritmo e Spinta)
Il braccio deve formare un angolo di 90° con il gomito.
Tecnica: Si muovono in modo alternato (braccio destro con gamba sinistra e viceversa). La punta va puntata all'altezza del piede opposto per darsi una leggera spinta in avanti.
2. In Salita (Accorcia e Spingi)
Quando la pendenza aumenta, i bastoncini vanno accorciati di 5-10 cm.
Tecnica: Lo scopo è "tirarsi su". Puntali vicini al corpo e spingi con forza verso il basso. Se il sentiero è molto ripido, puoi puntarli contemporaneamente per fare un passo più deciso.
3. In Discesa (Allunga e Sostieni)
Qui i bastoncini diventano salvavita per le ginocchia. Vanno allungati di 5-10 cm.
Tecnica: Puntali leggermente avanti rispetto al corpo per frenare la discesa e assorbire l'impatto che altrimenti graverebbe interamente sulle rotule. Consiglio extra: Togli le mani dai laccioli (dragonne) per poterli lasciare andare rapidamente in caso di caduta.
Guida all'acquisto: Quale tipologia scegliere?
Il mercato offre diverse soluzioni. Ecco una panoramica per orientarti:
Tipologia | Pro | Contro | Ideale per... |
Telescopici (2-3 sezioni) | Regolabili con precisione e molto robusti. | Leggermente più pesanti. | Trekking classici e terreni variabili. |
Pieghevoli (a "Z") | Estremamente compatti, entrano nello zaino. | Spesso non regolabili in altezza. | Trail running e cammini "light". |
In Alluminio | Economici e resistenti agli urti (si piegano ma non si spezzano). | Più pesanti del carbonio. | Chi cerca durata e affidabilità. |
In Carbonio | Leggerissimi e assorbono bene le vibrazioni. | Più fragili agli urti laterali e costosi. | Camminatori esperti e lunghe distanze. |
Un dettaglio fondamentale: Scegli sempre modelli con il sistema di bloccaggio esterno (a clip), più facile da manovrare con i guanti o sotto la pioggia rispetto a quelli a vite.
Conclusione
Che tu stia attraversando un borgo storico o risalendo un sentiero appenninico, i bastoncini sono i compagni che non ti abbandonano mai. Ti permettono di arrivare a fine giornata meno stanco e pronto per la tappa successiva del tuo Cammino delle Città.
E tu, hai già trovato il tuo ritmo?



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